ASPETTI PSICOLOGICI DELLA TERZA ETÀ nel contesto di un CORSO DI YOGA


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Può essere utile riflettere su quale sia l’età che facciamo corrispondere a quella che viene chiamata “terza età”, a seconda del range anagrafico individuato, faremo delle considerazioni specifiche rispetto ai COMPITI DI SVILUPPO e alle sfide esistenziali connessi a quel momento. Indicativamente possiamo pensare che questa età chiave possa essere identificata intorno al 50º anno di età fino ad arrivare ad oltre i 70; gli aspetti psicologici sono segnati da alcuni compiti di sviluppo che troviamo nel ciclo di vita in alcuni momenti sensibili.

Può essere interessante analizzare da un punto di vista psico-sociale e PSICO-EMOTIVO quelli che sono:

  • gli aspetti della percezione della propria immagine e della propria corporeità
  • come cambia la relazione con se stessi e con gli altri
  • e comunicazioni con se stessi e con gli altri a seconda delle fasi critiche e dei compiti di sviluppo connessi.

Alcune “fasi critiche” possono essere ricondotte:

  • alla chiusura del ciclo lavorativo o al suo protrarsi anche oltre i 70 anni
  • ad alcuni aspetti inerenti la fisicità e i cambiamenti della corporeità , in modo differente nell’uomo e nella donna
  • ai cambiamenti a livello della percezione di efficacia corporea
  • ai cambiamenti da un punto di vista della generativita’
  • le conseguenti ricadute sulla sessualità e sulla gestione degli aspetti partecipativi e relazionali.

Per SEMPLIFICARE la grande varietà e soggettività delle dimensioni Psico emotive nella terza età, può essere utile individuare come funziona il sistema “percettivo-reattivo” dell’individuo sapendo che, nello specifico, l’attività dello yoga e la sua pratica possono costituirsi come una valido approdo e una potente contesto aggregante e ri-socializzante da un punto di vista delle relazioni.

Alcune DOMANDE CHIAVE che possiamo porci e che possono essere utili all’insegnante di yoga che si trovi a lavorare con un gruppo della terza età possono essere le seguenti:

  • Quali sono i motivi che spingono la persona che ho davanti ad intraprendere una pratica come quella yogica in questo momento del ciclo di vita?
  • che significato dà alla corporeità la persona che ho davanti ?
  • quali sono le aspettative nei confronti dell’attività yogica ,nei confronti dell’insegnante e del gruppo?
  • la persona che ho davanti sta portando un problema o un obiettivo ?
  • Quali sono le aree maggiormente significative per la persona? per esempio: il benessere psicofisico, il benessere sociale, la riduzione del dolore fisico?
  • Che livello di interazione e apertura la persona che ho davanti ha con il gruppo, nel rispetto delle sue caratteristiche attitudinali?
  • come posso sviluppare ,con la persona che ho davanti e con il gruppo ,un approccio rispettoso delle aspettative nei confronti del Corso e dell’attività?

Data la elevata percentuale di DONNE nei corsi di yoga per la terza età, posso tenere presente le seguenti SPECIFICITÀ:

  • sono piuttosto adattabili
  • hanno maggiori possibilità di andare incontro ad un mutamento di ruolo sociale
  • può essere estremamente interessante conoscere le reazioni psicologiche che hanno seguito la trasformazione organica legata alla menopausa
  • generalmente nutrono un certo interesse verso la propria persona
  • hanno spinte creative
  • possono avere flessioni cicliche dell’umore
  • possono essere suggestionabili
  • possono avere un livello di sensibilità anche marcata alle umiliazioni narcisistiche legate alla corporeità e alla capacità generativa perduta

STRUMENTI AL SERVIZIO DELL’ INSEGNANTE:

Considerando sempre la maggiore o minore eterogeneità del gruppo rispetto alle motivazioni alla pratica, alle aspettative consapevoli /inconsapevoli e agli obiettivi consapevoli / inconsapevoli, l’INSEGNANTE può esercitare le seguenti funzioni:

  • facilitare la condivisione e la socializzazione all’interno del gruppo
  • far sì che il gruppo sia messo al servizio del gruppo stesso e quindi diventi una risorsa
  • ri-orientare e ridefinire eventuali obiettivi insieme agli allievi
  • contenere da un punto di vista emotivo gli allievi, ascoltandoli e chiarificando attraverso un dialogo “orientato”
  • esercitare una comunicazione consapevole e mirata alla gestione delle relazioni attraverso una “sintonizzazione” utile
  • utilizzare alcune tecniche comunicative particolari:
  • far domande aperte e chiuse, a illusione di alternative (a seconda degli obiettivi del momento )
  • chiarificando e riformulando ciò che ha ascoltato
  • accordandosi con l’allievo nella definizione di obiettivi specifici
  • autonomizzando e responsabilizzando l’allievo nei confronti della gestione della pratica yogica personale quotidiana
  • dando feedback orientati e valorizzanti rispetto all’impegno nei confronti della pratica.

 

 

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